RF e proteste ad Hong Kong

Hong Kong è stata ceduta alla Cina dalla Gran Bretagna nel 1997; la cessione comprendeva anche la clausola di un’autonomia normativa della città per i successivi 50 anni. Tuttavia la Cina sta trasgredendo questa clausola, non permettendo più ai cittadini di Hong Kong di scegliere i propri rappresentanti e aumentando anche i casi di estradizione. Per questo motivo è da alcuni anni che ad Hong Kong avvengono scontri tra manifestanti, che reclamano i loro diritti, e la polizia. Al fine di contrastare in modo efficace i movimenti di manifestanti che protestano, la polizia utilizza il riconoscimento facciale per indebolire i soggetti portanti dei vari movimenti, minandoli direttamente, senza scontri. Per questo motivo i manifestanti cercano il più possibile di coprirsi il volto con maschere e caschi. La polizia utilizza inoltre anche le videocamere di sorveglianza degli edifici vicini ai luoghi dove le manifestazioni si svolgono, le quali vengono spesso sabotate dai manifestanti per precauzione. Al fine di proteggersi, i manifestanti, negano che vengano fatti anche video e foto durante le manifestazioni, a causa degli agenti in borghese e di giornalisti affiliati direttamente al regime. Il sistema di infiltrazione della polizia infatti è altamente capillare e dagli effetti imprevedibili per i manifestanti che questi non sanno più di chi fidarsi, scatenando un clima di disgregazione nocivo per il movimento. Sam Samuels, poliziotto originario del Regno Unito, afferma che:

 “Undercover cops are likely taking photos and videos of protesters too. And if there’s a database of photos tied to a national ID, once they’ve got a good facial shot, they can just run it through the database and find it very easily,”

Alla polizia basta solo uno scatto, un video in cui il viso del manifestante sia riconoscibile, e il malcapitato verrà subito identificato dalle autorità:

 “If I were a protester, I would wear something to obscure my face and wouldn’t take my mobile phone — and then you become anonymous,” said Samuels.

Samuels consiglierebbe addirittura di non prendere il cellulare, visto che il riconoscimento facciale non è l’unica arma a disposizione della polizia cinese. Il fatto che la polizia riesca così rapidamente a scovare le identità dei manifestanti è anche dovuto al fatto che a Hong Kong, come in molti altri paesi, si vanno diffondendo le carte d’identità elettroniche; il governo sta infatti ritirando quelle cartacee e le sostituisce con quelle elettroniche. In questo modo il governo ha accesso direttamente ai dati del cittadino, i quali vengono messi nei database ed integrati con il riconoscimento facciale. Ci vuole davvero poco per essere identificati e spesso incarcerati.

Sitografia: https://www.buzzfeednews.com/article/rosalindadams/hong-kong-protests-paranoia-facial-recognition-lasers

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